Ora che il 2020 è definitivamente alle spalle, è importante guardare avanti e prendere dei buoni propositi per l’anno nuovo in materia di sicurezza informatica, che ci aiutino ad aumentare la nostra resilienza informatica, ridurre i rischi e proteggerci dal tipo di minacce che hanno caratterizzato gli ultimi 12 mesi.
Durante la pandemia, la criminalità informatica ha avuto un vero e proprio boom: i criminali informatici opportunisti hanno approfittato del lavoro da remoto, lanciato campagne di phishing su larga scala, testato nuove varianti di ransomware e sfruttato le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento critiche.
Le aziende hanno dovuto adattarsi in fretta a questa situazione in continua evoluzione e implementare rapidamente nuovi sistemi e procedure per proteggere il proprio personale dall’ondata di attacchi. La sicurezza informatica è diventata una priorità fondamentale e continua a rivestire la massima importanza ora che entriamo in un nuovo anno in cui la maggior parte dei lavoratori continua a lavorare da remoto.
I dipendenti sono ancora esposti agli attacchi e devono cercare di migliorare le proprie abitudini in materia di sicurezza per aiutare a prevenire quel tipo di attacchi informatici che hanno dominato le prime pagine dei giornali negli ultimi mesi.
Adottando i buoni propositi per l’anno nuovo in materia di sicurezza informatica riportati di seguito, i dipendenti possono apportare piccoli cambiamenti alle loro abitudini quotidiane che, alla fine, faranno un’enorme differenza per il livello di sicurezza complessivo della loro organizzazione.
I 5 buoni propositi per l’anno nuovo in materia di sicurezza informatica
1. Stai all’erta contro gli attacchi di phishing

Il 2020 ha visto un’enorme impennata degli attacchi di phishing, con i criminali che hanno sfruttato la paura e il caos causati dalla pandemia di Coronavirus. Le esche di phishing legate al Covid si sono rivelate un modo estremamente efficace per indurre persone ignare a cliccare su link dannosi. Google ha registrato oltre 2,02 milioni di siti web di phishing nel 2020 e, nel Regno Unito, l’HMRC ha rilevato un aumento del 73% degli attacchi di phishing via e-mail da marzo a settembre.
Con il mondo ancora saldamente alle prese con la pandemia, c’è da aspettarsi che questo tipo di attacchi continui anche nel 2021, quindi è fondamentale che i dipendenti stiano all’erta e sappiano riconoscere tutti i segnali di un attacco di phishing coordinato.
Che sia via e-mail, SMS o un sito web ben fatto, gli attacchi di phishing di solito ti spingono a reagire subito. Altri segnali di allarme sono un tono minaccioso o urgente, richieste di informazioni personali o finanziarie, saluti generici, errori grammaticali o un URL che non corrisponde.
2. Crea password sicure

Uno dei modi più semplici con cui gli hacker riescono ad accedere ai dati sensibili di un’azienda è indovinare le password. Il 59% delle persone usa lo stesso nome utente e la stessa password per tutti i propri account, quindi se gli hacker riescono ad accedere a un account, potrebbero potenzialmente accedervi tutti.
Per proteggere i dati aziendali sensibili, dovresti usare password complesse e uniche su tutti i tuoi account. Una password complessa dovrebbe avere una lunghezza compresa tra 8 e 15 caratteri, essere composta da una combinazione di lettere maiuscole e minuscole e includere numeri o simboli. Per una maggiore sicurezza, puoi creare una passphrase, ovvero una password composta da una frase o da una combinazione di parole. La prima lettera di ogni parola costituirà la base della password e le lettere possono essere sostituite con numeri e simboli per renderla ancora più sicura.
Quando scegli una passphrase, evita di usare:
- Il tuo nome in qualsiasi forma o con qualsiasi abbreviazione
- I nomi dei parenti stretti o degli animali domestici
- Il tuo nome utente
- Date di nascita o ricorrenze
- Citazioni famose
3. Abilita l’autenticazione a più fattori

L’autenticazione a più fattori offre un ulteriore livello di protezione che può ridurre notevolmente il rischio che i tuoi account vengano hackerati.
Oltre al nome utente e alla password, l’autenticazione a più fattori richiede due o più forme di dati di autenticazione per confermare la tua identità. Potrebbe trattarsi di un PIN, un codice, un token o anche dati biometrici come un’impronta digitale.
È uno dei modi più semplici per mantenere riservate le informazioni aziendali sensibili e proteggerle da eventuali intercettazioni. Può servire per effettuare l’accesso, reimpostare una password o garantire un processo di autenticazione più sicuro a tutela dei dati sensibili, come le informazioni personali identificabili o quelle finanziarie.
Visto che tantissimi dipendenti continuano a lavorare da remoto, l’autenticazione a più fattori può garantire un modo sicuro per accedere ai dati aziendali senza mettere a rischio le reti aziendali.
4. Evita di condividere troppe cose sui social

I social media si stanno rivelando un terreno di caccia molto redditizio per i criminali informatici, dato che lì possono trovare tantissime informazioni sulle potenziali vittime prima di sferrare un attacco. Infatti, più di un terzo degli utenti dei social media (39%) ha subito attività fraudolente a causa di un eccesso di condivisione sui social.
Post, foto e dettagli apparentemente innocui presenti nel tuo profilo potrebbero esporti al rischio di frodi d’identità, furti e violazioni della privacy. Raccogliendo le informazioni disponibili su diverse piattaforme social, gli hacker possono poi mettere a punto attacchi altamente mirati che sfruttano la tua fiducia e creano punti di accesso per future truffe.
Per stare al sicuro sui social media, scegli con cura cosa condividi online e con chi, inserisci poche informazioni sui tuoi profili social, non taggare la tua posizione e usa impostazioni di privacy più rigorose.
5. Aggiorna regolarmente i programmi di sicurezza

Potresti essere tentato di cliccare sul pulsante “ricordamelo più tardi” quando compare un avviso di aggiornamento del software di sicurezza, ma dovresti sempre installare questi aggiornamenti non appena sono disponibili. Vengono scoperte continuamente nuove vulnerabilità e, se non si applicano le patch, gli hacker possono sfruttarle per accedere alle reti aziendali.
Una patch è essenzialmente un pezzo di codice che viene installato in un programma software già esistente per correggere un problema o un “bug”, come viene comunemente chiamato. Viene usata anche per migliorare la stabilità generale di un’applicazione o per risolvere una vulnerabilità di sicurezza.
Si stima che l’applicazione delle patch prevenga fino all’85% di tutti gli attacchi informatici, quindi è fondamentale aggiornare regolarmente il tuo software per assicurarti di utilizzare le versioni più recenti rilasciate dal produttore.