Trovare il modo di coinvolgere il tuo personale nella formazione sulla sicurezza informatica può sembrare difficile, ma non deve per forza esserlo. Uno dei modi migliori per formare il personale e assicurarti che i messaggi chiave vengano assimilati è introdurre il concetto di storytelling nella formazione sulla consapevolezza della sicurezza.

Raccontare storie è uno dei modi più efficaci per dare vita alla tua campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza informatica. Ammettiamolo, la sicurezza informatica può essere un argomento noioso, ma è fondamentale trovare il modo di coinvolgere il tuo personale se vuoi influenzare positivamente i comportamenti all’interno della tua organizzazione. Il messaggio è semplicemente troppo importante per perdersi tra le comunicazioni aziendali formali.

Le storie sono fondamentali per il modo in cui le persone imparano; aiutano a creare una reazione emotiva che rende più facile ricordare ciò che viene insegnato. I messaggi sulla sicurezza informatica possono prendere vita, rendendoli più vicini e reali per le persone nella loro vita di tutti i giorni. Rendendo la storia rilevante per l’utente finale, aumenti notevolmente la probabilità che quella persona ricordi le informazioni, migliorando così il livello di sicurezza complessivo della tua organizzazione.

Il potere della narrazione nella formazione sulla sicurezza informatica

Il potere della narrazione nella sicurezza informatica

Una ricerca del dottor Paul Zak, professore di economia, psicologia e management alla Claremont Graduate University, ha scoperto che le storie avvincenti provocano il rilascio di ossitocina nel cervello, influenzando così i nostri atteggiamenti, le nostre convinzioni e il nostro comportamento.

L’ossitocina viene prodotta quando ci viene dimostrata fiducia o gentilezza, e stimola la collaborazione con gli altri. Lo fa rafforzando l’empatia, cioè la nostra capacità di provare le emozioni degli altri. È proprio questo senso di empatia che spinge le persone ad agire o ad aderire a un’idea specifica.

La sua ricerca ha inoltre dimostrato che le storie incentrate sui personaggi e ricche di emozioni aiutano a comprendere meglio i punti chiave, consentendo di ricordare meglio queste informazioni in un secondo momento. In termini di impatto, questo va ben oltre le capacità di una normale presentazione PowerPoint.

Quando ascoltiamo una presentazione in PowerPoint, alcune parti del cervello si attivano. Gli scienziati chiamano queste regioni “area di Broca” e “area di Wernicke”. Sono le aree del cervello che si occupano dell’elaborazione del linguaggio e interpretano le parole scritte.

Però, quando ci raccontano una storia, non solo si attivano le aree del cervello che si occupano dell’elaborazione del linguaggio, ma anche tutte le altre aree che useremmo se vivessimo in prima persona gli eventi della storia.

Inserire lo storytelling nella formazione sulla sicurezza informatica

Inserire lo storytelling nella formazione sulla sensibilizzazione alla sicurezza informatica

Affinché la formazione sulla sicurezza informatica abbia un impatto, il personale deve comprendere appieno le conseguenze concrete che un attacco informatico potrebbe avere sulla tua azienda. Usando storie ed esempi di violazioni dei dati realmente avvenute, puoi iniziare a far capire quanto sia facile che la tua organizzazione si ritrovi nella stessa situazione.

Alcune delle più gravi violazioni dei dati della storia recente sono state causate da una singola e-mail di phishing , quindi i tuoi dipendenti devono capire quanto sia facile che si verifichi un attacco e quali danni potrebbero derivare da un semplice errore da parte loro.

Creando una storia avvincente, puoi spiegare come si presenta un comportamento rischioso, che tipo di informazioni cercano gli hacker, quali sono i metodi di attacco più comuni e quanto possa essere devastante un attacco per la tua azienda.

In parole povere, il tuo corso di formazione sulla consapevolezza della sicurezza deve iniziare con una storia avvincente e umana con cui il tuo personale possa identificarsi. Rendendo l’argomento più vivo e coinvolgente, migliorerai notevolmente la capacità di assimilazione dei messaggi chiave sulla sicurezza informatica.

I migliori consigli per raccontare storie efficaci nella formazione sulla sicurezza informatica

I migliori consigli per raccontare storie nel campo della sicurezza informatica

  • Conosci il tuo pubblico: per creare una storia avvincente, devi conoscere il tuo pubblico. Chi stai cercando di raggiungere e come puoi rendere la storia rilevante per il loro ruolo? Prendendoti il tempo necessario per valutare le esigenze del tuo pubblico, sarai in grado di creare una storia interessante che risponda alle loro domande e ai loro dubbi sull’argomento in questione.

  • Definisci il tuo obiettivo: cosa speri di ottenere con la tua narrazione? Il tuo obiettivo dovrebbe indicare quale cambiamento vuoi apportare e quale messaggio vuoi che il tuo pubblico tragga dalla storia. Idealmente, i risultati di cui parli nella tua storia dovrebbero essere in linea con l’obiettivo del tuo percorso di apprendimento complessivo.

  • Scegli il mezzo con cui raccontare la tua storia: che si tratti di un blog, un articolo, un podcast, un video o un corso di e-learning, scegli quello più adatto al tuo pubblico e applica gli stessi principi di storytelling.

  • Usa esempi reali: i casi di violazione dei dati non mancano certo, quindi usa questi esempi tratti dalla vita reale per rendere più vivaci i tuoi racconti. Questo ti aiuterà a far capire ai dipendenti quanto sia facile che questi attacchi informatici si verifichino e a illustrare i vari metodi che i criminali informatici usano per infiltrarsi in un’azienda.

  • Usa le emozioni: le storie attivano diverse aree del nostro cervello. Trasformare semplici fatti in storie con cui il pubblico possa identificarsi può aiutarti a suscitare emozioni che creino un legame con chi ti ascolta. Un ottimo modo per coinvolgere il tuo pubblico è inserire un cattivo nella storia. I cattivi sono una parte essenziale di una buona storia, perché aiutano le persone a capire le minacce. Il bene contro il male è una storia antica quanto il mondo e, nel campo della sicurezza informatica, di certo non mancano i cattivi!

  • Punta sulla semplicità: quando si tratta di raccontare storie, “meno è meglio”. Le storie non devono per forza essere lunghe e complesse per essere interessanti. Semplificando la tua storia, aumenterai notevolmente la capacità di attenzione del tuo pubblico.

  • Includi un invito all’azione: il tuo invito all’azione definirà quale azione vorresti che il tuo pubblico intraprendesse dopo aver ascoltato la tua storia. A seconda dell’argomento, potrebbe trattarsi di evitare di cliccare su link sospetti, creare password sicure o stare all’erta di fronte alle minacce fisiche alla sicurezza informatica.